Colpo di frusta: cos’è e cosa può fare il trattamento osteopatico?

Il colpo di fusta è uno dei traumi più comuni riportati a seguito di incidenti stradali, affliggendo circa l’83% delle persone coinvolte.
Esso viene definito come lesione ossea o dei “tessuti molli” a seguito dell’effetto del meccanismo di accelerazione-decelerazione che si ripercuote sul collo dopo l’impatto; il trauma si verifica come conseguenza dell’iperestensione delle ultime vertebre cervicali in relazione alla relativa flessione del tratto superiore, il quale genera una forma a “S” della cervicale nel momento della collisione.
In conseguenza di tutto ciò, si verificano importanti cambiamenti a livello istologico, fisiologico e biomeccanico del tessuto connettivo, il quale porta allo sviluppo di manifestazioni cliniche quali: rigidità, dolore al collo e agli arti superiori, parestesie, cefalee, vertigini e disturbi visivi. Più precisamente possiamo riconoscere quattro quadri clinici in base alla gravità della lesione: nel grado 1 abbiamo la presenza di dolore o dolorabilità cervicale senza segni fisici; il grado 2 è caratterizzato invece da dolore al collo e segni muscolo-scheletrici tra cui la riduzione del range di mobilità e punti “tenderness” all’interno dei muscoli. Il grado 3 presenta in più segni neurologici come perdita di forza e parestesie agli arti superiori, mentre nel grado 4 abbiamo, oltre al cambiamento del connettivo, la presenza di fratture o lussazioni.
Il trattamento conservativo è sempre più scelto al posto di un approccio invasivo per la gestione della sintomatologia acuta generata dal colpo di frusta; in particolare diversi studi hanno visto come il trattamento osteopatico sia di grande aiuto nel ridurre il dolore e la limitazione funzionale del rachide. Esso infatti mira al rilascio di restrizioni fasciali (tessuto connettivo), al ripristino della corretta biomeccanica cervicale e al miglioramento dell’irrorazione sanguigna alla zona.

Bibliografia:
– Rebbeck T, Macedo LG, Maher CG (2013) Compliance with clinical guidelines for whiplash improved with a targeted implementation strategy: a prospective cohort study. BMC Health Serv Res; 13:213.
– Wiangkham T, Duda J, Haque S, Madi M, Rushton A (2015) The Effectiveness of Conservative Management for Acute Whiplash Associated Disorder (WAD) II: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomised Controlled Trials. PLoS One; 10(7):e0133415.
– Bordoni B, Marelli F, Morabito B, (2016) The tongue after whiplash: case report and osteopathic treatment. Int Med Case Rep J; 9:179-82.

 

Autore: Francesca Ciapparelli

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